Il Comune di Tregnago annuncia con soddisfazione l’inaugurazione della Casetta di Marcemigo, in programma il 9 maggio alle ore 15.00: un momento significativo per tutta la comunità, che segna la restituzione di un immobile di grande valore storico, identitario e sociale al borgo e al territorio.

Come sottolineato dal Sindaco del Comune di Tregnago Simone Santellani, durante la conferenza stampa di lunedì 4 maggio, questo progetto rappresenta prima di tutto un atto di restituzione: non soltanto di uno spazio fisico, ma di un luogo simbolo di coesione sociale e di collaborazione, riconsegnato alla comunità perché possa prendersene cura e gestirlo in modo condiviso. Un passaggio significativo, che segna il ruolo dell’Amministrazione come attivatrice di processi e non come unica detentrice degli spazi, lasciando alla comunità la responsabilità, e la fiducia, di farli vivere.
La Casetta di Marcemigo non è soltanto un edificio recuperato, ma un luogo che custodisce la memoria del paese, le sue radici e la sua storia. Inserita in un borgo di antiche origini, che ha mantenuto nel tempo il carattere di borgata rurale e un rilevante pregio storico e paesaggistico, rappresenta un punto di riferimento per la vita della frazione. La sua riqualificazione restituisce dignità e funzione a uno spazio pubblico che per la comunità ha sempre avuto un significato che va oltre le mura dell’edificio.
Come illustrato dal Responsabile dell’ufficio di edilizia pubblica Fabio Taioli, il progetto si è sviluppato attraverso diverse fasi che hanno previsto l’unione di finanziamenti del GAL Baldo-Lessinia, della Fondazione Cariverona, del Consorzio BIM Adige e una quota di co-finanziamento da parte del Comune di Tregnago:
- Fondazione Cariverona, attraverso il Bando Rigenerazioni che è stato declinato nel progetto “Fa’ Filò – Rigenerazione della Casetta di Marcemigo”, ha finanziato il recupero del piano terra e l’avvio delle attività di rigenerazione sociale e di comunicazione con un contributo di Euro 113.000,00;
- il GAL Baldo Lessinia ha sostenuto il recupero del piano primo, ampliando gli spazi disponibili per attività culturali, educative e sociali; contributo di Euro 200.000;
- il Consorzio BIM Adige ha contribuito con Euro 60.000 alla sistemazione delle aree esterne e al miglioramento dell’accessibilità del complesso;
- il Comune di Tregnago, in qualità di capofila, ha contribuito con un cofinanziamento complessivo di Euro 118.000, ed ha coordinato il progetto, accompagnandone lo sviluppo e garantendone la realizzazione complessiva.
Accanto al recupero edilizio, è stato attivato il progetto “Fa Filò”, che ha accompagnato fin dall’inizio un percorso di rigenerazione sociale. “Non abbiamo aspettato la fine del cantiere per coinvolgere la comunità,” ha ricordato il Sindaco. “Questo non è uno spazio concesso dal Comune, ma un luogo che la comunità stessa sarà chiamata a vivere e gestire.”
Il progetto ha visto il coinvolgimento attivo dei partner Pro Loco Città di Tregnago e Cooperativa Sociale Monteverde, con il supporto di Fondazione Edulife ETS, e l’accompagnamento di Giada Bosaro, animatrice di comunità. Questo lavoro ha permesso di attivare un processo partecipativo reale, in cui i cittadini hanno iniziato concretamente a prendersi cura dello spazio: “È un passaggio di coscienza fondamentale: i residenti non delegano più, ma diventano protagonisti,” è stato sottolineato.
Accanto a questi soggetti, un ruolo fondamentale è stato svolto dai partner sostenitori e dalla comunità locale: associazioni, gruppi informali e cittadini che si sono attivati nel tempo, contribuendo concretamente alla costruzione del progetto. La Casetta rinnovata si configura come uno spazio aperto e multifunzionale, destinato ad accogliere attività culturali, educative e sociali, diventando un punto di riferimento per residenti, famiglie, giovani e anziani.
Oggi sono presenti per gli enti citati: per il GAL Baldo Lessinia il presidente Ermanno Anselmi, la direttrice Elisabetta Brisighella, la collaboratrice Sofia Boscaini; per Avepa la D.ssa Paola Fava Responsabile del Procedimento Sportello Unico Agricolo e la collaboratrice Lodovica Donisi.
“L’unica iniziativa che ha concluso positivamente questa procedura di selezione dei progetti di comunità è stata proprio questa di Marcemigo, per cui faccio i miei complimenti all’amministrazione per il lavoro svolto e la visione avuta” – riporta Ermanno Anselmi, Presidente del GAL Baldo-Lessinia. “Sono riusciti a cogliere il senso di questo intervento che punta a rafforzare l’anima di uno spazio potenziando la coesione sociale all’interno di una comunità”.
I lavori edilizi del primo piano, avviati dall’8 ottobre 2025, hanno interessato un edificio sottoposto a vincolo monumentale, comportando tempistiche più estese rispetto alle previsioni iniziali. Parallelamente al recupero fisico, è stato attivato un percorso di rigenerazione sociale accompagnato da una professionista specializzata in Animazione di Comunità, con il compito di facilitare il coinvolgimento degli abitanti, costruire relazioni di fiducia, intercettare bisogni e risorse locali e sostenere processi partecipativi.
Attraverso questo lavoro sono stati realizzati incontri pubblici, momenti di ascolto e raccolta di memorie, attività di coprogettazione e iniziative aperte alla cittadinanza. Tra le principali azioni:
Annualità 2024
Nella fase iniziale sono stati organizzati i primi incontri pubblici rivolti alla comunità, finalizzati alla raccolta di storie, visioni e bisogni della frazione di Marcemigo. Questo lavoro ha permesso di avviare un primo processo di ascolto e costruzione di relazioni con i residenti.
A dicembre si è svolto un evento natalizio accompagnato da un laboratorio creativo per bambini, che ha rappresentato il primo momento di riattivazione informale dello spazio e di restituzione alla comunità.
Annualità 2025
Nel corso del 2025 le attività si sono intensificate, sia sul piano partecipativo che su quello educativo e aggregativo. È stato avviato e accompagnato il percorso di riorganizzazione dell’associazione locale Al di Là del Ponte, che ha portato al rinnovo del direttivo e al coinvolgimento di nuovi soci, rafforzando il tessuto associativo del territorio.
Parallelamente sono stati realizzati laboratori di coprogettazione con la comunità, che hanno favorito il confronto sugli usi futuri della Casetta anche attraverso il dialogo con esperienze già attive di rigenerazione.
Durante la primavera e l’estate sono stati inoltre promossi eventi aggregativi e iniziative culturali, affiancati da percorsi educativi rivolti a bambini e ragazzi, centrati sui temi del bene comune, della partecipazione e della cura condivisa degli spazi.
Annualità 2026
Nel 2026 il percorso di coprogettazione è proseguito, consolidando il coinvolgimento della comunità e accompagnando la definizione degli utilizzi futuri della Casetta. Le attività si stanno orientando sempre più verso una gestione condivisa dello spazio e verso il rafforzamento delle competenze e delle responsabilità locali, in vista della piena attivazione del presidio di comunità.
Come ricordato da Emanuela Maglio, Resp. Area Amministrativa – Affari Generali del Comune, il progetto seguirà con un ulteriore intervento di diffusione e divulgazione dell’iniziativa rivolto ai cittadini. Infatti, tramite un ulteriore sostegno del GAL con l’intervento ISL05 “Informazione per la fruibilità dei territori rurali”, il Comune potrà godere di un supporto finanziario pari a 19.954,26 euro per informare i cittadini in merito alle attività che verranno realizzate all’interno della Casetta.
Come evidenziato da Sara Lucchi, referente del progetto Fa’ Filò, il percorso non si è limitato al mero recupero fisico dell’edificio, ma ha puntato fin da subito a lavorare sulle relazioni sociali. Sono stati coinvolti attivamente diversi enti ed associazioni locali che hanno accompagnato specifiche azioni di coprogettazione. Insieme si è lavorato per definire cosa fare dentro la Casetta, attraverso numerosi momenti di confronto e attività di ascolto. Tante piccole azioni, nel tempo, hanno riattivato un vero e proprio motore comunitario, rendendo la Casetta sempre più sentita come un bene comune, già vissuto e curato dai cittadini.
La dimensione sociale e relazionale è stata accompagnata passo dopo passo da un percorso professionale di animazione di comunità, condotto dalla facilitatrice Giada Bosaro, che descrive questo cammino come una sfida condivisa, particolarmente importante per creare comunità in una fase storica complessa come quella attuale.
L’inaugurazione del 9 maggio rappresenta quindi non solo la conclusione di un intervento edilizio, ma l’avvio di una nuova fase: quella in cui la comunità potrà abitare pienamente questo luogo, renderlo vivo e continuare a costruire, insieme, nuove opportunità di partecipazione.
Alle ore 15:00 si terrà il momento simbolico della consegna delle chiavi alla cittadinanza, con il coinvolgimento dei rappresentanti più anziani e più giovani della comunità, a incarnare lo spirito del progetto.
Dalle 15:30 alle 17:30: Laboratorio Caccia Fotografica aperto a tutti a cura di Cooperativa Sociale Monteverde. Rivolto a famiglie e ragazzi, ci si cimenterà in una “caccia ai volti nascosti” nel paesaggio, tra cortecce, pietre, finestre e oggetti. A chiusura si creerà una proiezione speciale delle foto realizzate durante l’attività nella sala grande al piano superiore. In chiusura un momento di convivialità con un rinfresco preparato con cura dagli amici di “Al di là del ponte”.
Dettagli dell’inaugurazione
Data: 9 maggio 2026
Orario: 15.00
Luogo: Casetta di Marcemigo, Via della Cesetta 7, frazione di Marcemigo – Tregnago
Per informazioni
Comune di Tregnago
045 7808035
segreteria@comune.tregnago.vr.it
Referente progetto Fa’ Filò
Sara Lucchi
3397106486