Da San Giovanni Lupatoto ad Assisi, pellegrini in sella alle due ruote. Hanno pedalato dal 28 settembre al 2 ottobre per 500 chilometri con 5 mila metri di dislivello e dormito in tenda, trovando riparo ogni sera in un luogo diverso messo a disposizione da persone generose che hanno incontrato lungo la strada. Alessandro Toaiari, Massimo Gubiani e Andrea Bertacco avevano un obiettivo preciso: consegnare una copia del Manifesto Valoriale di Asfa Verona, l’Associazione Donatori Sangue san Francesco d’Assisi, proprio là dove il Santo che ha ispirato la fondazione del sodalizio è nato, si è convertito, è morto 800 anni fa ed è stato sepolto.

Il viaggio ha avuto molteplici significati, spiega Alessandro Toaiari, donatore di sangue e presidente provinciale di Asfa Verona, realtà che conta 626 soci tra donatori attivi e volontari operativi. Punto di partenza del ciclopellegrinaggio è stata, il 28 settembre, la parrocchia del Buon Pastore, sede Asfa di San Giovanni Lupatoto, dove le prime pedalate sono state accompagnate dai ciclisti dell’Asd “Mario Conti”. Punto di arrivo è stata la Cappella del Transito nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove il Poverello d’Assisi morì la sera del 3 ottobre 1226. Nel mezzo, nessuna prenotazione ma soltanto una tenda da montare nel luogo più opportuno, appena tramontava il sole.
Avvicinandosi all’Umbria, i ciclisti pellegrini hanno sostato prima nei dintorni di Ravenna con un passaggio alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe e a Bagno di Romagna, nella provincia di Forlì-Cesena. Dal terzo giorno, il pellegrinaggio in bicicletta ha affrontato la parte più difficile con tappe al Santuario della Verna e agli Eremi di Casella e di Monte Casale, entrambi in provincia di Arezzo.Proseguendo sulla via francescana, al passaggio alla Basilica di Sant’Ubaldo è seguito l’arrivo ad Assisi.
«Dopo aver ottenuto la Credenziale del pellegrino, abbiamo consegnato una copia del nostro Manifesto Valoriale nelle mani di uno dei frati francescani, fra’ Aldo, che ci ha accolto. Si è creato così un legame con Verona e il Convento di San Bernardino dove, nel 1970, nella foresteria in stradone Antonio Provolo, il terziario francescano Gino Chiumenti ebbe l’intuizione di unire la promozione gratuita del dono del sangue all’impegno concreto a favore delle persone più fragili», ricostruisce Toaiari, andando alle origini di Asfa Verona. «Nell’anno dell’anniversario francescano abbiamo scelto di formalizzare il nostro Manifesto per ritornare alle basi e confermare la nostra specificità. È stato naturale portare questo documento ad Assisi a nome di tutti i nostri donatori».
Al di là della fatica, tanta è l’ospitalità che i volontari hanno incontrato: «A Ravenna abbiamo sostato lungo un argine con il benestare delle forze dell’ordine che ci avevano fermati per capire cosa stessimo facendo. A Bagno di Romagna il presidente della Pro loco, che abbiamo conosciuto per caso mentre cercavamo una zona in cui accamparci, ci ha dato ospitalità nel parco cittadino. A Gubbio il parroco ci ha concesso di piantare la tenda ai piedi della basilica», racconta Toaiari. «Con questa missione – conclude – non abbiamo portato solo un messaggio valoriale, ma siamo stati a nostra volta beneficiari della generosità di numerose persone di buon cuore. Un po’ come accade quando si sceglie di andare a donare il sangue e il plasma, sapendo che dall’altra parte c’è chi potrà giovare di quel gesto».