Bottacini:” E il Parco del Pontoncello?

Che fine ha fatto il progetto del Parco del Pontoncello?
Nato oltre quindici anni fa dall’intesa tra San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio, il Parco del Pontoncello era stato concepito come un’unica grande area naturalistica, da tutelare e valorizzare attraverso una gestione coordinata. La convenzione individuava in San Giovanni Lupatoto il Comune capofila e prevedeva un comitato di gestione e una serie di organismi incaricati di garantire manutenzione, cura degli itinerari, tutela ambientale e promozione dell’area.
Oggi, però, quella convenzione non risulta rinnovata e il comitato di gestione è da tempo inattivo. I tre Comuni continuano a intervenire sulle rispettive porzioni di territorio, ma manca una regia unitaria dell’intero parco.
Nel frattempo, come segnalato dai frequentatori della zona e evidenziato da Mattia Stoppato, Commissario di Sezione della Lega, e dal consigliere di minoranza Galeotto Simone, alcune aree presentano importanti problemi di manutenzione: sentieri resi impraticabili dall’erba alta oltre un metro e dalla presenza di alberi caduti, panchine non più utilizzabili e difficoltà nello svolgimento dell’attività di birdwatching. Criticità riguardano anche il Sentiero del Lupo, pensato per essere accessibile alle persone con disabilità, e, più in generale, le aree lungo l’Adige, dove vengono segnalati anche aspetti che interessano la sicurezza idraulica.
Una volta sollevato il problema, ci si aspetterebbe però una risposta nel merito. Perché una cosa dovrebbe essere chiara: chi amministra oggi non può rispondere ai problemi di oggi limitandosi a raccontare gli eventuali errori di chi amministrava ieri.
Affermare che un amministratore precedente non avrebbe gestito correttamente gli sfalci o non avrebbe provveduto al censimento delle piante non spiega né risolve la situazione attuale. Allo stesso modo, spostare la responsabilità su altri enti, sostenendo che il problema riguardi la preventiva rimozione di tronchi e altri materiali presenti su terreni diversi da quello di San Giovanni, non risponde alla questione principale: come viene gestita oggi questa parte del territorio?
L’attacco personale è un classico argomento ad hominem quando viene utilizzato per evitare di affrontare il merito della questione.
Se esistono responsabilità pregresse, vengano documentate. Ma utilizzarle per non rispondere a una segnalazione relativa alla situazione attuale rischia di trasformarsi in un semplice diversivo. Affermare che qualcuno «non era riuscito a gestire efficacemente gli sfalci» è un giudizio, non un dato. Un dato è invece lo stato attuale del verde e dei percorsi nel territorio comunale, che è sotto gli occhi di tutti.
Se esistono dati e documenti, è su quelli che dovrebbe svilupparsi il confronto. In caso contrario, rimane un’accusa di natura politica. Soprattutto, un eventuale problema ereditato dal passato non rende meno vera né meno urgente una criticità presente.

Anche ammettendo, e sarebbe comunque tutto da dimostrare, che l’amministratore precedente abbia lavorato male, questo non fa venir meno la responsabilità di chi oggi ricopre l’incarico. Il precedente assessore era stato nominato nell’ottobre 2021 ed era rimasto in carica fino alla fine di agosto 2024: circa 800 giorni. L’attuale assessore è invece in carica da circa 700 giorni.
La domanda, quindi, rimane semplice: oggi chi ha la responsabilità e cosa sta facendo?
C’è poi un’altra questione che meriterebbe chiarezza. Le affermazioni dell’attuale vicesindaco sembrano infatti non essere coerenti con quanto affermato a suo tempo dal sindaco, che sulla pagina istituzionale dell’ente aveva ringraziato l’assessore uscente per il lavoro svolto negli anni, sottolineando in particolare l’impegno dedicato alla cura di parchi e giardini pubblici, anche attraverso l’affidamento del servizio di sfalcio e manutenzione del verde.
Per un momento, allora, proviamo a invertire la prospettiva. Il Comune ha acquistato il Parco Campagna per 300.000 euro nel maggio 2025. Una domanda sorge spontanea al vicesindaco con delega al verde: è stato effettuato il censimento del verde?
Al di là delle polemiche politiche, il punto è capire cosa sia stato concretamente fatto. Da quanto tempo è in corso il dialogo tra i Comuni? Quali atti sono stati prodotti? Quali interventi sono stati programmati? Quali sono i tempi previsti per il rinnovo della convenzione e, soprattutto, per il ripristino delle aree oggi segnalate come problematiche?
Il fatto che una convenzione sia in fase di rinnovo non spiega perché, nel frattempo, permangano i problemi evidenziati dai cittadini. E non può essere una convenzione ancora da rinnovare a impedire agli abitanti di San Giovanni Lupatoto di usufruire pienamente di quello che dovrebbe essere uno dei principali polmoni verdi del territorio.
I cittadini non chiedono una gara a chi attribuisce la colpa all’altro. Chiedono qualcosa di molto più semplice: responsabilità, trasparenza e risultati.

Marco Bottacini resp. Urbanistica Lega San Giovanni