Si è aperta ieri sera la Sagra di Santa Maria Maddalena di Trevenzuolo con il tradizionale taglio del nastro, alla presenza delle istituzioni, dei volontari e di numerosi cittadini. A seguire si è svolta la quinta edizione del Premio Trevent, il riconoscimento promosso dall’associazione Trevent che ogni anno rende omaggio ai cittadini che hanno saputo distinguersi per il loro impegno e i risultati raggiunti nei diversi ambiti della vita della comunità: dalla cultura, al volontariato, dallo sport all’impegno artistico.

L’edizione 2026 è stata dedicata allo sport e ha premiato quattro atleti che hanno portato il nome di Trevenzuolo ai massimi livelli delle rispettive discipline: Luigi Roncaglia, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo 1964 e campione del mondo di ciclismo; Paolo Ongaro, campione nazionale allievi di atletica leggera e primatista italiano degli 80 metri; Giovanni Garzon, protagonista del calcio italiano con la SPAL in Serie A, il cui riconoscimento è stato ritirato dal figlio Alberto Garzon; e Natalino Ferrarini, atleta dell’Aeronautica Militare, protagonista di numerose competizioni nazionali e internazionali.
“Il Premio Trevent è un riconoscimento che vogliamo dedicare alle persone che abitano nel nostro Comune e che si sono distinte nello sport, nella cultura e nel volontariato – ha spiegato Moreno Fazion, presidente dell’associazione Trevent –. Ogni anno individuiamo figure che hanno saputo rappresentare al meglio il nostro territorio. Quest’anno il tema è lo sport e abbiamo consegnato il riconoscimento a quattro grandi atleti che hanno raggiunto risultati di altissimo livello nel ciclismo, nell’atletica leggera e nel calcio”.
Particolarmente emozionato Luigi Roncaglia, che ha voluto ringraziare la comunità per il riconoscimento ricevuto. “I ragazzi mi hanno fatto veramente felice, non saprei come ringraziarli per tutto questo. La ricetta per raggiungere grandi obiettivi è la passione. Non parlerei di sacrificio, perché quando si ama davvero uno sport il sacrificio non esiste, esistono delle rinunce. Ai giovani consiglio di seguire quello che i direttori sportivi dicono di fare, ma di farlo sempre con molta passione per arrivare a certi livelli e seguire sempre i consigli che vengono dati”.
Un ricordo dei suoi esordi è arrivato anche da Paolo Ongaro: “Mi ricordo le gare studentesche a scuola. Ho corso gli 80 metri piani allievi, non avevo ancora sedici anni, e arrivò il record italiano. La settimana successiva un tecnico della Federazione venne a prendermi al collegio dove studiavo per portarmi in pista e vedermi. Poi avevo una dote che era la partenza: o ce l’hai o non ce l’hai, e in tutta la mia carriera non ho mai fatto una partenza falsa”.
La Sagra prosegue fino a martedì prossimo: già questa sera uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026. Alle 20.30, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, sarà presentato “Il mistero di un volto”, la lectio dedicata alla figura della Santa di Magdala che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra arte, storia e fede attraverso cinque capolavori della pittura italiana, tra cui Caravaggio, Tiziano, Pollaiolo. Due i relatori d’eccezione: monsignor Bruno Fasani, con la riflessione e l’analisi artistica delle opere “Santa Maria Maddalena, il mistero di un volto”, e don Roberto Bianchini, che proporrà l’approfondimento “Maria di Magdala, Santa Calunniata e Glorificata”. L’incontro, moderato da Elisa Tagliani, offrirà al pubblico un percorso che intreccia cultura, spiritualità e valorizzazione del patrimonio artistico del territorio.