
Se il campo largo ha già annunciato che si presenterà compatto alle prossime elezioni amministrative di San Giovanni Lupatoto, che dovrebbero tenersi nella primavera del 2027, anche il centrodestra punta ad un ricompattamento in vista di una tornata elettorale che non vedrà più come candidato sindaco Attilio Gastaldello avendo già ricoperto due mandati consecutivi. Un primo segnale, sotto questo profilo, è arrivato dalla nutrita presenza, non certo casuale, di numerosi esponenti del centrodestra lupatotino alla sagra di San Giovanni Battista nella serata dello scorso 20 giugno. Presenti per l’occasione anche l’europarlamentare e segretario regionale di Forza Italia Flavio Tosi, il segretario provinciale di Fratelli d’Italia on. Ciro Maschio, il consigliere regionale della Lega Matteo Pressi ed il presidente di Ater Matteo Mattuzzi, sempre in quota al Carroccio. Gran cerimoniere della serata Edoardo Giostri, uno dei principali organizzatori della Sagra e, nel 2021, il più votato tra le cinque liste che sostenevano Zerman come sindaco. Al tavolo, a gustare risotto, grigliata ed altre specialità della casa, c’erano assessori, consiglieri comunali e segretari locali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Forze politiche quest’ultime che, forti del recente consenso ottenuto alle elezioni regionali, puntano a vincere le elezioni magari già al primo turno. Il ballottaggio, si sa, riserva sempre molte sorprese anche a causa della sempre minore affluenza alle urne degli elettori. Se la volontà di trovare un accordo in questo senso viene data per certa, subito dopo l’estate dovrebbero già iniziare gli incontri per predisporre il programma e soprattutto individuare la figura di un candidato sindaco che possa rappresentare la coalizione e portarla alla vittoria. Ben consapevoli che l’attenzione mediatica sarà altissima per la tornata elettorale lupatotina che andrà peraltro a coincidere con quella di Verona dove il centrodestra vuol tornare a governare. Ma si punta soprattutto a non commettere gli errori che anche nelle amministrative che si sono svolte a giugno in diversi Comuni hanno avuto quale effetto un centrodestra diviso, come nel caso di San Bonifacio dove ogni partito è andato un po’ per conto suo.