Il PD di San Giovanni Lupatoto e Zevio sono intervenuti in questo giorni sul tema della discarica di Cà Bianca. “Lo scorso 25 febbraio la ditta Inerteco srl, proprietaria della discarica controllata di rifiuti non pericolosi e non putrescibili ubicata in località Cà Bianca, in territorio zeviano ma proprio al confine con quello lupatotino, ha presentato alla Regione Veneto domanda per il rilascio del provvedimento autorizzativo per il completamento della stessa discarica”, afferma in un comunicato il consigliere comunale del PD Marco Taietta. Precisando che “il progetto di completamento consiste nella maggiorazione dei volumi conferibili in discarica, mediante l’innalzamento delle quote finali di conferimento dei rifiuti della porzione di discarica oggi esaurita, omogeneizzandole alle quote finali previste sui lotti 1-5-6-7 del 2021. E’ inoltre prevista la posa di rifiuti anche a sud dei lotti in questione in corrispondenza dell’attuale area servizi. Sulla base di quanto previsto dalla modifica, le quote di baulatura raggiungeranno 48,75 metri nel punto di cambio pendenza e 58,75 metri sul punto sommitale”. Complessivamente, spiega Taietta, “ il progetto prevede quindi un’ulteriore apporto di rifiuti pari a 445.000 mc, al netto dei materiali da impiegare per gli allestimenti.

Considerato che tra i pareri da acquisire è previsto anche quello del Comune di San Giovanni Lupatoto, oltre a quello dei Comuni di Zevio, San Martino Buon Albergo, Bovolone, Buttapietra, Oppeano e Palù, chiediamo al sindaco Attilio Gastadello se ha già coinvolto sul tema la Consulta per l’Ambiente, quali organismi ha interpellato al fine di fornire una risposta alla richiesta di ampliamento ma anche a garanzia della salute delle cittadinanza e della salubrità del territorio, se sono già stati presi contatti con gli altri Comuni interessati come era accaduto in occasione dei ricorsi precedentemente presentati”.
“E non è tutto”, afferma il consigliere comunale di Zevio del PD Enrico Richetto:” Dalla documentazione emerge anche la possibilità di costruire un impianto di trattamento del percolato in loco.
Cinque anni fa, quando approvò l’ultimo ampliamento, l’Amministrazione di Zevio promise solennemente ai cittadini che quello sarebbe stato l’ultimo. Mai più altri ampliamenti.
Quella promessa oggi vale zero. Nel frattempo, i monitoraggi della falda acquifera a 15-20 metri di profondità, effettuati ogni tre mesi, continuano a rilevare sostanze inquinanti — inclusi i PFAS, gli “inquinanti eterni” — nell’acqua sotto i nostri piedi. Come gruppo consiliare Zevio Bene Comune, insieme alle associazioni che da anni si battono su questo fronte, chiediamo al Comune di Zevio di opporsi con ogni mezzo a questo progetto. Non si può chiedere fiducia ai propri concittadini e poi permettere che quella fiducia venga calpestata. Non ci sono più alibi e non ci sono più scuse: è il momento di scegliere da che parte stare.»