Domenica 18 gennaio la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 ha attraversato Verona e la sua provincia. Nella tappa di Sant’Ambrogio di Valpolicella tra i tedofori selezionati anche il lupatotino Max Conti. Un privilegio riservato a pochissimi e destinato a restare per sempre nella memoria di chi lo vive. “È stato meraviglioso – racconta – avrei voluto che non finisse mai. È una di quelle cose che ti capitano una sola volta nella vita”.

Max, come sei arrivato a questo evento?
“Avevo inviato la mia candidatura online molto tempo fa: oltre ai dati chiedevano di raccontare la propria storia personale. L’ho fatto con sincerità e poi me ne sono dimenticato. Quando mi hanno comunicato la selezione è stato completamente inaspettato: sapere di essere stato scelto tra migliaia di candidature mi ha fatto sentire davvero onorato”.
Prima della partenza c’è una preparazione specifica?
“Sì, c’è la consegna della divisa, le indicazioni su come tenere la torcia e molto altro. C’è un’organizzazione impressionante: ogni dettaglio è controllato e tutto ha un momento preciso. Inoltre, tedofori e torcia olimpica sono costantemente scortati da carabinieri e polizia. Questo ti fa capire subito che non stai partecipando a un evento qualunque”.
Lungo il percorso com’era l’atmosfera?
“Straordinaria, una partecipazione enorme: famiglie, ragazzi, bambini, persone di ogni età. Applausi, entusiasmo, telefoni puntati. Tantissimi volevano fare una foto con il tedoforo e la torcia. Qualcuno ha chiesto timidamente di toccarla. Sorrisi, saluti, gente che mi fermava per un selfie. In quel momento capisci che non sei più soltanto tu: diventi un simbolo”.
Come funziona il passaggio della fiamma?
“Ogni tedoforo tiene in mano la sua torcia. Nel cambio avviene quello che si chiama ‘il bacio della fiamma’: una torcia accende la successiva. Un gesto suggestivo, solenne. Ti rendi conto di essere dentro una tradizione che attraversa la storia”.
Cosa si prova con la torcia accesa tra le mani?
“È viva, reale, calda. In quel momento senti addosso gli occhi di tutti: ti guardano, ti applaudono, ti fotografano. È una scarica di adrenalina ed emozione insieme. Cercavo solo di imprimermi tutto nella testa, perché sapevo che sarebbe finita in un attimo”.
Cosa ti porti a casa da questa esperienza?
“Un ricordo indelebile che porterò dentro per sempre. È stata un’emozione enorme e un onore: un’esperienza breve, ma intensa, che va oltre lo sport e parla di valori come rispetto e unione”.
Per San Giovanni Lupatoto, la partecipazione di un suo cittadino alla staffetta della fiamma olimpica rappresenta un motivo di orgoglio: lungo la tappa di Verona, tra applausi e fotografie, la fiamma ha avuto anche un volto lupatotino.