Il vice sindaco Sartori lascia la Lega

 Lori bùteme zo, e mi desmonta. Il vice sindaco di San Giovanni Lupatoto, Fulvio Sartori, si è dimesso dalla Lega. Una scelta che non coglie di sorpresa chi segue le vicende politiche locali. Non è infatti passata inosservata la sua presenza alla cena del tesseramento di Fratelli d’Italia e la sua presenza ad alcune iniziative da parte del circolo locale del partito di Giorgia Meloni. In una lettera inviata il 29 luglio al segretario regionale Alberto Stefani, a quello provinciale Paolo Borchia e al responsabile Enti Locali Manuel Scalzotto, ha annunciato infatti che  “in riferimento alla comunicazione relativa alla prosecuzione del procedimento di espulsione nei miei confronti, comunico formalmente le dimissioni dal Partito Lega per Salvini Premier. Con questa decisione, maturata con dispiacere ma in piena coerenza con i miei principi, desidero esprimere alcune considerazioni personali e politiche. Ho scelto, anche quest’anno, di rinnovare la tessera con l’intento di contribuire in modo costruttivo alla vita del partito. Tuttavia, è ormai chiaro che la Lega ha smarrito la sua identità originaria: da movimento dei territori, aperto e partecipato, si è trasformata in una struttura verticistica. Con la richiesta di sfiduciare il sindaco Attilio Gastaldello, la Segreteria Provinciale ha adottato un approccio autoritario, respingendo ogni forma di dialogo. A questa imposizione è seguito il commissariamento della sezione di San Giovanni Lupatoto, atto dispotico privo di motivazioni politiche credibili, con il solo obiettivo di concentrare il controllo nelle mani di una persona sola.

Il partito, che a parole difende l’autonomia, nei fatti agisce in modo centralista e punitivo, arrivando a reprimere ogni tentativo di decisione autonoma a livello locale. La sezione lupatotina, un tempo viva e radicata, è oggi ridotta a una gestione familiare – potremmo dire, con ironia, una “trattoria di famiglia” – dove le scelte si prendono attorno a un tavolo ristretto, tra persone legate più da rapporti personali che da condivisione politica. Per tutte queste ragioni, non è più possibile per me continuare a far parte di questo progetto. Scelgo di dedicare le mie energie esclusivamente al ruolo di amministratore locale, con impegno, trasparenza e senso di responsabilità verso la mia comunità. Saluto senza rancore ma con spirito libero, con l’auspicio che la Lega possa, un giorno, ritrovare i suoi principi: fatti di ascolto, partecipazione e servizio al territorio”.