Qual è il valore attuale dell’area ex Saifecs? Per Mattia Stoppato, segretario della Lega locale, e Marco Bottacini, membro del direttivo, 416.628 euro. Per la perizia giurata acquisita dal Comune, 4.200.000 euro. Una differenza di oltre 3,7 milioni che incide drasticamente sul calcolo del beneficio pubblico, cioè su quanto per la trasformazione urbanistica i proprietari del terreno devono riconoscere alla collettività.
Stoppato e Bottacini spiegano il loro ragionamento nell’articolo sul numero di ottobre di questo giornale: i precedenti piani attuativi sono decaduti, l’area è diventata una zona bianca, dunque non vale più nulla o al massimo quanto un campo agricolo. I primi due passaggi si trovano nella perizia. Il terzo ce l’hanno messo loro.
Alle pagine 15 e 16 della perizia del febbraio 2023, si riconosce la decadenza degli strumenti attuativi e si spiega che, in attesa dei nuovi, sull’area già demolita non sono attuabili interventi edificatori; però bisognerebbe avere la pazienza di leggere fino in fondo.
Subito dopo, infatti, si precisa che queste aree, pur equiparabili ad “aree bianche o non pianificate”, mantengono una vocazione edificatoria e non sono riconducibili alla tipologia delle aree agricole. È scritto a pagina 16, nelle valutazioni conclusive.

La “vocazione edificatoria” si ricava da quanto è scritto nel Piano di Assetto del Territorio, il PAT, che inserisce l’area in un ambito di riqualificazione da industriale a residenziale. Il piano prevede anche un volume massimo di costruzioni che l’Amministrazione comunale può autorizzare attraverso un “Piano degli Interventi” (P.I). È questa previsione a distinguere l’ex Saifecs da un terreno agricolo privo della stessa possibilità di edificazione.
Stoppato e Bottacini richiamano dunque una circostanza che la perizia riconosce, per ricavarne una conclusione che la stessa perizia esclude.
La perizia non ignora nemmeno i tempi e le incertezze di questo percorso: ipotizza almeno due anni per l’iter urbanistico e considera nel calcolo il rischio legato all’ottenimento dei titoli edilizi. I 4.200.000 euro stimati nel 2023 tengono dunque già conto del fatto che l’area non sia subito edificabile; quindi Stoppato e Bottacini richiamano una difficoltà che la professionista ha già valutato. La loro stima è inferiore di 3.783.372 euro a quella della perizia giurata: un errore di valutazione di oltre il 90%, una debacle per i leghisti che non ci fanno una bella figura. Nel farlo accusano implicitamente un professionista di avere giurato il falso. Spero ne siano consapevoli e che abbiano pesato le parole come si pesa una responsabilità.
Fulvio Sartori
Vicesindaco con delega all’urbanistica