Il 103° Arena di Verona Opera Festival si arricchisce di una terza produzione: Nabucco, dramma corale per eccellenza di Verdi, debutta il 26 giugno alle 21.15 per dieci serate con grandi voci internazionali e la direzione di Michele Spotti. Enkhbat, Siri, Stroppa, Tagliavini, Salas in scena per la prima. Nelle repliche: Tézier, Park, Salsi, Maslova, Torbidoni, Werle, Lim, Vinogradov, Pertusi, Meli e, da agosto, Sebastiano Rolli all’esordio sul podio areniano. Lo spettacolo, che ha inaugurato l’edizione 2025 del Festival, è curato per regia, scene, costumi, luci e coreografie da Stefano Poda, con potenti simboli che raccontano l’umanità divisa da conflitti, dualismi, in un viaggio collettivo che anela alla riconciliazione.

Due semisfere di luce, come due particelle subatomiche, che si attraggono e respingono, con il potere di creare e distruggere; un grande piano inclinato che diventa labirinto in cui perdersi, alla fine ritrovando sé stessi; due popoli opposti per colori e tessuti, divisi in due schiere che si combattono. E una scala, ripida, altissima, dominata dalla clessidra del tempo. Diversi elementi che contengono già tutta la storia di Nabucco: la guerra, la deportazione, l’amore, l’ambizione, la conversione e il riappacificamento. Con il suo potente simbolismo, è la storia collettiva di Nabucco secondo Stefano Poda, spettacolo inaugurale del 2025 ripreso anche da Rai e Unitel per una platea di milioni di spettatori.
Terzo titolo del Festival 2026, Nabucco va in scena da venerdì 26 giugno alle 21.15 e replica, insieme agli altri titoli del cartellone, fino al 9 settembre, con due diversi direttori e alcune delle migliori voci del panorama internazionale. Protagonista delle prime serate il baritono Amartuvshin Enkhbat, che si alterna con Ludovic Tézier (12/7), Youngjun Park (18, 23/7 – 8/8) e Luca Salsi (il 1/8 e le ultime tre recite). La parte di Abigaille è tra le più impervie mai scritte per un soprano: ad interpretarla a Verona Maria José Siri, con Olga Maslova (23/7 e 8/8) e Marta Torbidoni (20, 28/8). Mediosopranile la scrittura della sorella Fenena, interpretata da Annalisa Stroppa (26/6 – 4, 18/7 – 9/9) e Anna Werle (12, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8), entrambe all’atteso ritorno in Arena. Sfilata di bassi di primo piano per il profeta Zaccaria: a Roberto Tagliavini succederanno Simon Lim (4, 12, 23/7), Alexander Vinogradov (18/7 – 8, 20, 28/8) e Michele Pertusi (9/9). I tenori per Ismaele: Galeano Salas si alterna con Francesco Meli (18, 23/7 – 1, 8/8) e Paolo Lardizzone (20, 28/8). Nelle parti di fianco: Nicolò Ceriani e Gabriele Sagona nei panni del Gran Sacerdote di Belo, Carlo Bosi, Riccardo Rados e Matteo Macchioni quelli di Abdallo, fedele capo delle guardie di Nabucco, e i soprani Elisabetta Zizzo ed Elena Borin quelli di Anna, sorella di Zaccaria.